Era da un po’ di tempo che desideravo leggere questo libro e finalmente ci sono riuscita.
Devo dire che mi è piaciuto davvero moltissimo dall’inizio alla fine e lo rileggere ancora volentieri.
Il romanzo è narrato in prima persona da James, il protagonista, un ragazzo diciottenne che vive a New York che odia qualsiasi contatto umano e che vorrebbe andare ad abitare in un paese sperduto e solitario acquistando una casa con la veranda dove poter dormire e leggere.
I genitori, che sono separati, vorrebbero che si scrivesse all’università e che continuasse gli studi ma egli odia l’idea di frequentare l’università e pensa che potrebbe studiare per conto proprio, stando a casa, leggendo i suoi autori preferiti.
È proprio quando viene selezionato per partecipare ai due giorni accademici della classe d’America che non sopportando gli insegnanti e i suoi compagni di corso, che ritiene noiosi e ne vengono selezionati solo due per ogni stato, decide di scappare e va a soggiornare in un hotel per starsene in silenzio.
Purtroppo però a scuola viene segnalata la sua scomparsa e interviene la polizia che lo trova e avverte i genitori i quali non vedono di buon occhio il suo gesto e decidono di farlo seguire da una terapeuta.
James contesta qualsiasi cosa e fa di tutto per non dialogare correttamente con la stessa.
James sta attraversando una fase di crescita nella quale mette tutto in discussione, ritiene che la vita sia noiosa e non ha ancora trovato il suo posto nel mondo.
È solo con la nonna Nanette che riesce un po’ a confidarsi ed è solo con lei che riuscirà a sentirsi adulto e in grado di fare le proprie scelte di vita.
Un giorno questo dolore ti sarà utile è un romanzo appassionante, pieno di metafore e significati profondo, scritto perfettamente e che ammalia il lettore lasciandogli un ricordo piacevole e la voglia di leggere ancora gli scritti di questo bravissimo autore.